EMOZIONI IN SELLA

Sentiamo spesso parlare di emozioni, ma cosa sono in realtà le emozioni?

La scienza le definisce cosi: “Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta dall’organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l’equilibrio” le emozioni sono dunque “turbamenti” quindi non dovrebbero creare grandi problemi….

MA…NON E’ COSI !!!

L’emozione per quanto momentanea influenza quasi ogni nostra scelta, proprio perché improvvisa e forte serve a ricordarci di agire. Adesso, in fretta, ora.

Nei bambini le emozioni hanno ancora più spazio che negli adulti. Sono nostre amiche, ci aiutano a vivere, a scegliere e ad agire ma quando è che un’emozione può crearci problemi? quando invece di creare un movimento salva vita crea problemi e difficoltà?

I problemi nascono quando una forte emozione prende il sopravvento sulle nostre decisioni, quando non ci permette di decidere e di scegliere di vivere o meno una determinata situazione.

E’ GIUSTO FUGGIRE DI FRONTE AD UN LEONE, MA FUGGIRE DI FRONTE AD UN TOPO O AD UN PICCIONE? MAGARI MENTRE SIAMO SEDUTE COMODE IN UN BAR CON UN AMICA A PRENDERE L’APERITIVO…

Ecco qui che la nostra emozione non è più utile alla salvezza ma ci impedisce di vivere dei momenti che ci fanno stare bene.

I bambini fin da piccoli dovrebbero imparare a riconoscere quello che provano e dargli un senso. Paura, gioia,e frustrazione sono stati d’animo che per diventare nostri amici devono essere conosciuti e osservati.

Volete approfondire questo tema? Daniel Goleman nei sui libri ci parla di “intelligenza emotiva” ossia quella capacità umana di osservare e riconoscere le proprie e d altrui emozioni e di riuscire a gestirle.

Cosa c’entra l’intelligenza emotiva con i cavalli??? 

semplice!!!

I cavalli attraverso la loro empatia e il loro sentire possono insegnarci a riconoscere le nostre emozioni, comprendere le loro e soprattutto farci amicizia. Attraverso il cavallo sviluppiamo EMPATIA.

Ma di questo parleremo la prossima volta.

Cavallo ed Emozioni

L’alfabetizzazione emotiva è alla base di uno sviluppo sano dei bambini. Spesso, si sente dire “non devi piangere” “non ti devi arrabbiare” “sei brutto quando fai cosi”, involontariamente, con queste frasi diamo degli ordini ben precisi ai ragazzi. Alcune emozioni non vanno bene. Non possono essere provate o sentite. Sono sbagliate. Non esiste nulla di più falso.

Il ruolo dell’emozione parte da molto lontano, le emozioni hanno funzione di predisporre tutto l’organismo a compiere un’azione. Rinnegare o rifiutare un’emozione non significa permettergli di scomparire. Significa solo nascondere la testa sotto la sabbia. Le emozioni possono trasformarsi nelle nostre più grandi nemiche o alleate, pensiamo alla paura ad esempio: in una situazione di reale pericolo la paura è li per salvarci la vita. Ma se siamo in un bar con un vassoio in mano e fuggiamo davanti ad una farfalla…beh a quel punto la paura non potrà certo definirsi una grande alleata.

Dove è la differenza? nella consapevolezza dell’emozione e nella capacità di riconoscerla, gestirla ed utilizzarla per un fine consapevole.

Ovviamente non si può certo pensare di parlare ad un bambino di come gestire un’emozione, non possiamo dire “non devi essere arrabbiato”. delle emozioni non si parla. Si sperimenta si prova, si vive e si sente.

L’animale di per se è un essere emotivo e nella relazione permette al bambino di soffermarsi e contenere. L’alfabetizzazione emotiva diviene cosi un processo naturale di comprensione e accoglienza, che permette all’infante di incarnare un ruolo nuovo e diverso. Attraverso il rapporto con il cavallo i bambini vivono le loro paure e vengono spronati a superarle attraverso il gioco, l’amicizia ed il divertiemento.{“type”:”block”,”fromIndex”:9,”clientId”:”b9df0adb-993a-4ad1-ab44-14b1ecd67f00″}{“type”:”block”,”fromIndex”:9,”clientId”:”b9df0adb-993a-4ad1-ab44-14b1ecd67f00″}

Nelle attività a contatto con gli animali le emozioni sono pure e dirette. 

“Indiani per una notte”

“Indiani per una notte” significa… dormire sotto le stelle, ballare intorno al fuoco, cavalcare con la luce della luna.

Basta un pò di fantasia, creatività ed immaginazione ed il gioco è fatto.

Insieme ai piccoli ospiti del campo estivo preparare una notte in tenda è stato un vero spasso.

Un cerchio si è trasformato in un gigante Acchiappasogni. Qualche pezzetto di legna, e foglie e la tribù prende forma. Un vecchio tronco dà  vita al nostro Totem. Quando ci sono i bambini ogni ranocchio nasconde un principe ed ogni favola racchiude la magia;

Tutti insieme i nostri piccoli indiani hanno provato l’ebrezza di trascorrere una notte in tenda sotto le stelle.

Il ricordo più bello? Di sicuro accendere il fuoco dell’amicizia:   dedicato ad una super prova di coraggio da veri guerrieri. Ogni bambino ha condiviso con gli altri la “paura più grande” e chiesto al fuoco di trasformare le debolezze in nuova forza e nuovo coraggio.

In quella magica notte bambini di 6 anni, terrorizzati dal buio, sono riusciti a dormire da soli, senza genitori con la sola luce delle stelle e la forza della tribù. Solo le nuove esperienze creano persone diverse.

La condivisone di momenti importanti è il più grande antidoto a tutti quei fenomeni di distacco dalla società e dalle relazioni che affliggono i giovani di oggi. Il senso della tribù è il senso profondo e antico della condivisione e dell’appartenenza.

“Cos’è la vita? È il lampo di una lucciola nella notte. È il respiro di un bufalo d’inverno. È la piccola ombra che attraversa l’erba e si perde nel tramonto”
(Proverbio dei Piedi Neri)

MAESTRO CAVALLO ed il suo Spettacolo finale

Per quest’anno le attività promosse da Maestro cavallo salutano l’inverno trascorso insieme ai bambini con un super SPETTACOLO DI FINE ANNO.

Ogni anno il lavoro che facciamo non è solo con i cavalli e non è solo equitazione. Durante l’anno, i bambini sono stati coinvolti in moltissime attività volte a stimolare fiducia, amicizia e condivisione; Una performance equestre non avrebbe reso l’idea fino in fondo e quindi spettacolo sia!!! Ogni bambino ha raccontato una storia, la sua storia. Ognuno ha creato un universo unico e meraviglioso.

Si sono alternati giochi di squadra, piccole parate e presentazioni di monta western, monta inglese e volteggio, alternati da lettere, riflessioni e musiche, per questo non possiamo parlare di un semplice saggio ma di un vero e proprio spettacolo di fine anno.

La cosa più bella??? L’ autonomia. I bambini dai 4 ai 14 anni hanno lavorato aiutandosi uno con l’altro.

Il nostro obiettivo principale è rendere i ragazzi autonomi e responsabili. Educare, per noi, significa creare domande e curiosità da risolvere. Il nostro compito di educatori è fornire strumenti che ogni ragazzo utilizzerà a modo suo. Non esiste un modo giusto di fare le cose, ma di scuro esiste un modo diverso per ognuno.

Lo spettacolo per ognuno di loro è stato come raccontare chi sono, quali sono i loro desideri e le loro paure. Ognuno ha espresso se stesso e qualcuno ha deciso di regalare e sorrisi ed altri ci hanno veramente fatto commuovere.

Un grazie di cuore da parte nostra a tutte le famiglie e a tutti i nostri fantastici bambini che ogni anno ci danno la possibilità di crescere con loro.

C’è una frase della Montessori che amo particolarmente…“Il più grande segno di successo per un insegnante… è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi”.

Maestro cavallo chiude l’anno con un grande SPETTACOLO FINALE

Ippoterapia

A chi è rivolta

Ai giorni nostri l’ippoterapia viene usata, oltre che nelle patologie classiche della paralisi cerebrale infantile, dell’autismo o della sindrome di Down, anche nelle patologie acquisite in conseguenza di traumi correlati alla infortunistica stradale e del lavoro.

Affinché questo metodo di cura risulti efficace e la sua somministrazione sia corretta sotto tutti gli aspetti sanitari, tecnici e normativi, l’ippoterapia dev’essere esercitata da un’équipe integrata da personale specificamente qualificato e tecnicamente preparato. Per lo stesso motivo, il luogo destinato a questo tipo di cura necessita di una sufficiente disponibilità di spazi chiusi (maneggio coperto, sala per colloqui psicologici e visite mediche, uffici, sala riunioni, servizi igienici, scuderia, selleria) e di spazi aperti (campo recintato, tondino).

Nell’ippoterapia si parla di utente e non paziente perché quest’ultimo termine richiama un carattere medico, non bisogna generalizzare e porre etichette. In questa unica terapia è molto importante lo sguardo alla persona come essere unico e speciale, non si creano mai categorie. È importante, per chi si occupa di ippoterapia, riconoscere e valorizzare le potenzialità delle persone, in quanto nessuna persona è uguale all’altra e quindi gli interventi non sono standard ma predisposti e studiati in base alla caratteristica peculiare di ogni singola persona. Il conduttore assieme una equipe di professionisti si impegnerà a studiare un programma d’azione e avrà modo di confrontarsi sull’utente destinatario della terapia evidenziandone peculiarità, aspetti da valorizzare e aspetti da non toccare. In questo modo gli interventi vengono adattati alla singola persona. È di vitale importanza che durante il primo incontro con la persona cui è rivolto l’intervento, il conduttore si ponga in una condizione di ascolto attivo. L’ippoterapia è rivolta a persone con determinate patologie o condizioni come per esempio: lo stato confusionale che può essere a sua volta collegato ad alcune patologie come il morbo di Alzheimer, la demenza, la SLA, Ictus, depressione o schizofrenia. Vengono inoltre predisposti interventi per persone con disturbi generalizzati dello sviluppo e quindi quei disturbi che riguardano la sfera relazionale e delle capacità comunicative, come la sindrome di Asperger, il disturbo di Rett, Sindrome fetale da alcool, disturbo da defic dell’attenzione e iperattività (ADHD), Sindrome di Down, oppure ancora i disordini che creano deficit motorio che possono essere relativi a fattori esogeni o endogeni, in particolar modo paralisi cerebrale, morbo di Parkinson, Ictus, la Spina bifida, la SLA, distrofia muscolare o il trauma cranico cerebrale o al midollo spinale. È indicata l’ippoterapia a chi ha difficoltà di parola, in particolar modo riguarda la SLA, lesione cranica o cerebrale, disturbi dello sviluppo, ictus, problemi di udito, paralisi cerebrale, problemi di vista. Per ultima, ma non meno importante, l’ippoterapia è utile per alleviare le problematiche relative alla terza età, persone con malattie allo stadio terminale, persone con sistema immunitario depresso, persone con patologie psichiatriche. In qualsiasi caso è seriamente consigliato che il circolo ippico chieda all’ipotetico utente un certificato medico che attesti che il soggetto può svolgere attività a cavallo[14].

Dopo aver definito la tipologia di utenza che usufruisce di questa terapia andiamo a definire la relazione uomo- animale e i possibili benefici derivanti.

Gli animali possono facilitare l’apertura di un canale comunicativo tra l’utente e il professionista e possono favorire, soprattutto in fase iniziale di un percorse terapeutico, l’instaurarsi dell’alleanza terapeutica, di seguito si elenca i possibili benefici andando a delineare una panoramica generale:

  • Empatia: questo termine di origine greca significa letteralmente “sentire dentro”, si ri fa alla capacità di un individuo di saper entrare in contatto profondo con lo stato d’animo dell’altro. Vi sono numerosi studi che affermano che i bambini che possiedono un animale da compagnia e coinvolti nel rapporto con esso, mostrano più capacità di comprendere le emozioni delle persone che degli animali, rispetto ai bambini che non possiedono alcun animale. Uno studio del 1987 indicò che i bambini in età prescolare che vivono con cani e gatti avevano più competenze nell’immaginare le emozione di altre persone in situazione ipotetiche, dei bambini della stessa età ma senza animali (C. Bailey, Exposure of preschool children to companion animals: Impact on role- taking skills, 1987).
  • Aprirsi all’altro: gli individui che hanno malattie mentali o che vivono un momento di sofferenza psichica sono concentrati solosu se stessi, l’attrazione per l’animale e la motivazione a interagire con esso può aiutarli ad aprirsi verso l’esterno.
  • Il perdersi cura e il senso di responsabilità: attraverso le relazioni con l’animale si possono apprendere le capacità di curare altri esseri viventi. Molti bambini a rischio non hanno appreso le abilità di cura di se stessi attraverso oi genitori, invece quando un bambino impara a prendersi cura di un animale, può sviluppare tali capacità. Occuparsi dell’altro aiuta a comprendere il proprio bisogno di essere accaduti e la consapevolezza che tutti gli esseri viventi hanno dei bisogni.
  • Socializzazione: gli animali favoriscono la socializzazione tra le persone. Alcune ricerche hanno dimostrato che fungono da “rompi-ghiaccio” per l’inizio di una conversazione tra persone che non si conoscono ( P. R. Messent, Pets as Social Facilitators, Veterinary Clinics of North America, Small Animal Practice, Vol. 25, n.2, 1985).
  • Autostima: l’incapacità dell’animale di valutare, correggere, contraddire le affermazioni dell’uomo porta ad una comunicazione più spontanea e meno vincolata al timore di essere giudicati. Gli animali accettano l’uomo senza riserve e senza rancore, questi due fattori soprattutto rendono la relazione con l’animale serena e rilassante. Questo aspetto può favorire l’aumento dell’autostima.
  • Contatto fisico: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un “confine psicologico”, della propria identità, del proprio se e della propria esistenza. Esiste una correlazione tra contatto fisico e benessere psicofisico. I bambini che non sono abituati al contatto fisico non riescono a sviluppare salutari relazioni con gli altri; alcune persone non accettano di entrare in contatto con l’altro ma contrariamente accettano il contatto da parte di un animale, perché lo sentono più sicuro, non fa paura ed è piacevole.
  • Il gioco: rappresenta un insostituibile strumento educativo, fondamentale non solo per lo sviluppo dell’affettività e della socialità dell’individuo ma è anche un valido stimolo all’attività cognitiva. Il gioco consente di rinforzare i legami, di stimolare il contatto fisico, la fantasia e la capacità di rappresentazione. Attraverso il gioco si possono esprimere emozioni e sensazioni che talvolta non si riesce ad esternare.
  • Benefici fisiologici: molte persone in presenza di un animale riescono a rilassarsi

Obiettivi


I primi obiettivi che si vorranno raggiungere in tutte le fasce d’età sono l’avvicinamento e la conoscenza del cavallo (Pony) per aiutare i bambini e i giovani ad avvicinarsi alla natura e sviluppare un equilibrio psico – fisico.

La valenza educativa del cavallo utilizza come canale operativo la grande capacità di attrazione, interesse e curiosità che il cavallo naturalmente mette in atto nel momento dell’avvicinamento del bambino e del giovane.
Questo canale emozionale nasce senza alcuna costrizione, può e deve essere utilizzato per sviluppare nei bambini e nei giovani una forma di educazione e rispetto per la natura, gli animali, per i propri compagni, per aiutarli a costruire le capacità di impegnarsi, il senso di responsabilità, il proprio coraggio, la capacità di superare gli ostacoli emozionali.
Tutto questo verrà svolto con un programma adeguato nel linguaggio e nei contenuti alle varie fasce d’età.  Si utilizzerà inoltre l’interdisciplinarietà delle nazioni attraverso la storia, la cultura dei popoli, la geografia, la scrittura e il disegno per il raggiungimento degli obiettivi prefissi. “ Il bambino è padre dell’uomo” ( Montessori ) l’obiettivo principale che questo progetto si pone è appunto quello di stimolare attraverso un amico divertente la riflessione dei futuri uomini di domani a guardarsi intorno, al mondo che li circonda e alle persone che ne fanno parte, educare all’ascolto, all’attenzione e all’aiuto reciproco. E’ dalle piccole cose che si costruiscono gli uomini e magari un bambino che impara a conoscere e rispettare la natura e gli animali che ne fanno parte sarà un adulto che non abbandona il proprio cane per strada, o che dopo una scampagnata nel bosco prende tutte le cartacce e le butta via.

Maestro cavallo


è un metodo con un percorso congiuntivo del rapporto con il cavallo e della tecnica equestre che attraverso fasi ben precise porta il nostro allievo dall’avvicinamento al cavallo sino alla preagonistica.

Provare a spiegare il progetto Maestro Cavallo non è semplicissimo in quanto fin troppo spesso l’equitazione è vista con finalità sportive, ricreative o terapeutiche. All’interno di una scuola, dove non c’è traccia dei cavalli, il progetto MC desidera evidenziare l’utilizzo del nostro amico cavallo a fine educativo.
Il cavallo diventa maestro nel senso in cui si rivolge direttamente ai ragazzi per parlare di cose semplici ma che spesso sembrano troppo scontate e vengono tralasciate, ed è sfruttando la grande attrattiva che questo animale così affascinante e simbolico, a volte lontano e fatato, riesce ad arrivare nel profondo dell’attenzione dei bambini stimolando il loro desiderio di conoscenza.
Tale metodo si basa sulla risposta emozionale dell’allievo ed è stato studiato e sperimentato in venti anni di lavoro, portando a risultati di assoluto rilievo.
Questo metodo utilizza la capacità e la coscienza dell’allievo sulle proprie possibilità di stabilire un sereno rapporto con il cavallo, durante il quale il bambino viene a contatto con le proprie paure, i limiti e le insicurezze, e attraverso la conoscenza e la pratica, è fortemente stimolato ad andare oltre gli ostacoli emozionali.
L’equitazione dovrebbe essere di più che semplice tecnica equestre, il cavallo grazie al linguaggio non verbale che utilizza mette in contatto con le parti più profonde della nostra personalità e quando siamo con lui l’interazione è diretta, non c’è mamma che fa raccomandazioni, non ci sono pregiudizi o preconcetti, al cavallo non puoi dire “ E’ timido sii ubbidiente”; con il cavallo il bambino si deve imporre e lo deve fare da solo, e quando lo farà avrà superato un gradino in più nella conoscenza di se stesso e delle proprie capacità.

Maestro cavallo entra a scuola

Il progetto Maestro cavallo è stato proposto alle classi dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia di Cellino Attanasio e Faiete.  Da ottobre a maggio, i bambini hanno conosciuto un nuovo amico: il cavallo.

Il progetto si poneva tre obiettivi fondamentali:

  • creare spirito di squadra e dunque insegniare a collaborare e lavorare in gruppo
  • migliorare le capacità motorie e gli schemi motori di base
  • sviluppare e migliorare la capacità di concentrazione e attenzione

 Il progetto è strutturato per permettere ai bambini di lavorare su diverse abilità in maniera graduale. 

Da un primo approccio iniziale basato su delle conoscenze di base del cavallo inserito nel suo contesto naturale, ad un secondo momento rivolto alla psicomotricità.  Miglioramento degli schemi corporei di base, lateralizzazione,organizzazione spazio temporale e propriocettività.

Il percorso ha visto l’alternarsi di attività svolte con lezioni in classe ed in maneggio.

Per chi sostiene che il cavallo sia solo un’attività sportiva, possiamo dire che in realtà dietro c’e molto più di uno sport, c’e cultura, natura, vita quotidiana.

Il cavallo e l’uomo hanno condiviso interi capitoli di storia.

Tutto il lavoro svolto è convogliato in un saggio nel mese di maggio per mostrare a genitori ed insegnati il grande lavoro svolto. Al saggio hanno partecipato una ventina di bambini che hanno lavorato insieme ai loro pony, con giochi, parate e giro finale in sella.

Ringraziamo di cuore il preside Adriano Forcella che ci ha dato questa meravigliosa opportunità, tutte le maestre che hanno collaborato con noi e tutti i fantastici bambini.

Speriamo di poter ripetere l’esperienza l’anno prossimo, certi di poter svolgere un bellissimo lavoro integrando l’amore per la natura con l’amore per l’insegnamento.

 

E-STATE A CAVALLO 2018

“Estate a cavallo”,  al via anche quest’anno i CAMPI SCUOLA promossi da Maestro Cavallo Educare giocando,

Periodo di svolgimento: da giugno a settembre presso la struttura in c.da spinaci snc Roseto degli Abruzzi.

Hai mai avuto la possibilità di fare il bagno insieme al cavallo?

Di imparare a sellarlo o semplicemente portarlo con te a brucare l’erba?

Durante il periodo del campo i bambini impareranno a condividere il loro tempo con un amico davvero speciale:  il cavallo.

Chi fa equitazione spesso va di fretta, trova il cavallo sellato in scuderia. Si fa la lezione e via di corsa, passo trotto scendere e correre via.

Con i campi E-state a cavallo cambia tutto. Le mattinate saranno dedicate a passare tempo con il nostro grande amico: Ci aspettano lavori in scuderia, grooming, e attività da terra. Nel pomeriggio??? beh era ora tutti in sella.

E se il caldo è davvero troppo? Niente paura.

C’e sempre tempo per un tuffo in piscina o per trovare un vecchio telo di plastica… un po di sapone e…? via allo scivolo d’acqua…

Durante le giornate tanti laboratori creativi e tutti insieme si realizzano candele, aquiloni, casette in legno.

La nostra idea è di offrire un posto a misura di bambino per i bambini, dove poter correre, urlare e giocare a pallone  liberamente.

Nel periodo del campo scuola “E-state a cavallo” verranno organizzate attività extra come, gite, escursioni, giornate al mare e nottate in tenda.

Vi ricordiamo che il nostro obiettivo primario è quello di lavorare con i bambini e per i bambini con percorsi mirati ed educativi.

Ogni settimana avrà un tema preciso e definito per consentire ai nostri ragazzi di spaziare tra curiosità, ricerca, e nuove conoscenze.

Volete maggiori informazioni? non esitate a contattarci, i posti sono limitati